Decreto bollette 2026

Decreto Bollette 2026: stop ai contratti luce e gas non richiesti al telefono

21/06/2026
Nave metaniera in transito in uno stretto marino al tramonto e, sulla destra, tralicci dell'alta tensione e pale eoliche collegati dalle linee elettriche

Anche la corrente passa dallo stretto di Hormuz?

20/08/2026

LUCE & GAS Cosa è successo e cosa cambia adesso per la tua Azienda, analisi di fine Luglio 2026

Bollette di luce e gas: cosa è successo e cosa cambia adesso per la tua azienda

A cura di Vito Palladino — Logica Media Service, Delegato Regionale ASSIUM Basilicata

Se gestisci un’azienda, negli ultimi mesi avrai notato che la bolletta della luce (e in parte quella del gas) è tornata a salire. Non è un’impressione: è la somma di tre cose diverse che si sono verificate quasi insieme — il caldo record, un nuovo conflitto internazionale che ha spinto in alto i prezzi del petrolio e del gas, e alcuni aumenti “tecnici” decisi dal regolatore italiano. In questo articolo li spieghiamo uno per uno, in modo semplice, e ti diciamo cosa conviene fare.

1.Il riassunto dell’ultimo anno, in breve

Per capire la situazione di oggi serve un minimo di contesto. Il prezzo dell’energia elettrica in Italia si chiama PUN (Prezzo Unico Nazionale): è il prezzo all’ingrosso della luce, quello su cui poi i fornitori costruiscono la tua offerta.
Nell’ultimo anno il PUN ha fatto un percorso a “U”. Era alto a inizio 2025, oltre 150 €/MWh a febbraio, poi è sceso molto in primavera-estate fino al minimo dell’intera serie, circa 94 €/MWh a maggio. Da lì è tornato a salire in modo altalenante: gennaio 2026 già in risalita, un nuovo picco a marzo, una breve pausa ad aprile e infine una ripresa decisa da giugno, con l’arrivo del caldo. A luglio 2026 la media ha superato i 150 €/MWh (circa 0,15 €/kWh), con punte settimanali ancora più alte e prezzi che nelle ore serali arrivano a toccare anche i 200 €/MWh.

≈94 €/MWh
Punto più basso (maggio 2025)
≈132 €/MWh
Giugno 2026
≈152 €/MWh
Media luglio 2026

Il gas segue una logica simile, ma con il picco anticipato a febbraio 2025 per la crisi geopolitica, seguito da una discesa e da una nuova stabilizzazione, oggi, su livelli più alti rispetto a un anno fa: il PSV italiano arriva a toccare, nelle giornate di punta, anche oltre 0,60 €/Smc.

2.La causa nuova: la guerra tra Iran e Stati Uniti nello Stretto di Hormuz

Qui c’è la novità più importante delle ultime settimane, ed è bene che ogni imprenditore la conosca perché è la ragione principale per cui, a parità di consumi, oggi si paga di più.
La guerra in Ucraina, che nel 2022 aveva fatto esplodere i prezzi, oggi pesa molto meno: l’Europa ha ridotto in modo netto gli acquisti di gas russo (da circa 150 miliardi di metri cubi l’anno prima del conflitto a 20-25 miliardi stimati nel 2025) e i prezzi attuali del gas restano lontani dai picchi del 2022. Il vero fattore di rischio nel 2026 è un altro conflitto: quello tra Stati Uniti e Iran, con scontri ripetuti nello Stretto di Hormuz, il passaggio marittimo da cui transita circa un quinto del petrolio mondiale. Nei momenti più intensi degli scontri (a luglio) il traffico delle navi in quel tratto di mare si è ridotto drasticamente, e i prezzi del petrolio sono saliti con forza: il Brent è arrivato a superare gli 80-100 dollari al barile in alcune fasi, con effetti diretti anche sui listini di benzina e gasolio in Italia.
Alla data di oggi (27 luglio 2026) Stati Uniti e Iran hanno sospeso gli attacchi e i prezzi del petrolio si sono un po’ raffreddati, ma gli analisti sono chiari: si è ridotto il “premio di rischio” nei prezzi, non il rischio in sé. Le tregue precedenti (una anche ad aprile) si erano già rotte, quindi la situazione resta fragile e va monitorata.

Perché conviene saperlo: Se il tuo contratto è a prezzo indicizzato (cioè segue il mercato mese per mese), un peggioramento del conflitto in Medio Oriente può tradursi in bolletta entro poche settimane. Se hai un prezzo fisso, sei protetto fino alla scadenza del contratto, ma è bene sapere cosa aspettarsi al rinnovo.

Confindustria ha calcolato che, se il conflitto dovesse proseguire per tutto il 2026 con il petrolio stabilmente sopra i 140 dollari al barile, le imprese italiane pagherebbero fino a 21 miliardi di euro in più di costi energetici quest’anno. Anche nello scenario attuale, più contenuto, il peso dell’energia sui costi delle aziende italiane sta comunque crescendo.

3.Cosa cambia in bolletta da luglio (le voci “tecniche”)

Oltre alla guerra e al caldo, da luglio sono scattati alcuni aumenti decisi in Italia, che si sommano al resto:

  • Oneri di sistema (ASOS): dal 1° luglio l’ARERA (l’authority dell’energia) ha riaumentato questa voce, che serve a finanziare gli incentivi alle rinnovabili e i bonus sociali. Riguarda tutti, aziende comprese, sia sul mercato libero che in tutela.
  • Capacity Market: è un costo che serve a garantire che la rete regga nei momenti di massimo consumo (le cosiddette “ore critiche”). Il 2026 concentra il 40% di queste ore critiche proprio a luglio. Per un’azienda che consuma molto nelle ore più calde del giorno, questo può pesare parecchio in più rispetto a chi consuma in modo più regolare durante l’anno: si va da circa 6-7 €/MWh di media annua fino a 30-40 €/MWh se i consumi sono concentrati nelle ore di picco.
  • Clienti in tutela (piccole imprese comprese, se ancora in Maggior Tutela): +4,6% nel terzo trimestre 2026.

4.Aiuti di Stato: cosa resta e cosa non c’è più

Molti imprenditori si chiedono se esistano ancora aiuti come quelli della crisi 2022-2023. La risposta, in sintesi, è: NO! Gli aiuti straordinari sono finiti, restano misure più mirate e più piccole.

  • I crediti d’imposta “energivori” e “gasivori” della crisi energetica non ci sono più nella loro forma di emergenza. La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto una misura nuova, ma molto più selettiva: solo per le aziende iscritte negli elenchi ufficiali energivore/gasivore, solo per investimenti in efficienza energetica, con una dotazione di appena 10 milioni di euro per tutto il 2026.
  • Il bonus sociale in bolletta resta attivo, ma è pensato per le famiglie in difficoltà economica (soglie ISEE), non per le aziende.

In pratica, per la maggior parte delle imprese oggi il modo più concreto per contenere i costi non è aspettare un aiuto di Stato, ma rivedere il proprio profilo di consumo e cercare di ottimizzarlo il più possibile.

5.Cosa conviene fare, in pratica

  • Controlla se il tuo contratto è a prezzo fisso o indicizzato: se è indicizzato è ancora più importante gestire con attenzione i consumi. Se puoi, sposta i consumi più pesanti — macchinari, climatizzazione, produzione — nelle ore meno costose della giornata, verificando i prezzi orari pubblicati ogni giorno dal GME: è la leva più semplice per risparmiare da subito.
  • Ogni pomeriggio, sulla nostra pagina trovi i prezzi orari del PUN aggiornati per il giorno successivo, insieme ai nostri consigli pratici in base al tipo di attività: li trovi alla voce “Orari giornalieri consigliati per l’uso consapevole di energia” su mercati energetici

Il quadro non è da allarme, come fu nel 2022, ma da attenzione: siamo in una fase in cui più fattori si sommano — guerra, caldo, aumenti tecnici — e ognuno preso da solo sembra gestibile, ma insieme possono pesare parecchio su una bolletta aziendale. Se vuoi, possiamo fare insieme un check-up gratuito e trasparente della tua fornitura, per capire quanto stai pagando davvero e darti il consiglio giusto sia sul modo di consumare sia sulla tariffa più adatta alla tua azienda.